Alfredo nel suo studio

Chi sono

Al Learned

Scrivo musica, giro i video che la raccontano e costruisco i plugin con cui la realizzo — musicista e sviluppatore, senza tenere separate le due cose.

In studio lavoro soprattutto tra Cubase e Ableton Live: arrangiamenti, montaggio video e software nascono da lì.

Base Italia
Strumenti principali Cubase, Ableton Live
Progetti AKASHA band, progetti solisti
La postazione dello studio di Alfredo

Lo studio

Dentro lo studio — la postazione principale

Lo studio è organizzato in tre aree. Questa è la postazione principale: qui sviluppo i brani, realizzo gli arrangiamenti, sviluppo i plugin e curo tutto ciò che riguarda la realizzazione di progetti audio e video.

La tastiera in basso è il Korg Kronos 2, 88 tasti. È un po' datata, ma è una macchina estremamente potente. Il sistema operativo è un po' lento in fase di caricamento, ma le funzionalità che offre sono enormi: nove motori di sintesi, tra cui un emulatore di Korg MS-20, Polysix e Yamaha DX7 — di quest'ultimo è in grado di caricare i banchi di suoni originali —, un sequencer MIDI e 8 tracce audio sincronizzate, catene di effetti, la possibilità di ospitare un SSD da 512 GB per i campioni e le tracce audio, fader e knob per l'uso come MIDI controller, uscite separate e tante altre cose. Ad oggi non so se ci siano altri synth che offrano tutto quello che offre il Kronos.

Sopra il Kronos c'è un synth di nuova generazione, l'Osmose di Expressive E: il motore di sintesi è sviluppato da Haken Audio e produce suoni piuttosto particolari, in alcuni casi inediti. La tastiera è sensibile alla dinamica, all'aftertouch polifonico e alla posizione del dito sul tasto — muovendolo leggermente verso destra o sinistra si ottiene un vibrato o un glide senza usare le rotelle di modulazione. Qualche video dimostrativo si trova nella pagina Video.

Ancora più sopra c'è la tastiera Roli, che funge da controller. È una tastiera muta ma molto espressiva: in realtà è una superficie di controllo in materiale morbido, che riprende la forma dei tasti in altorilievo, sensibile al tocco su tutto il pannello — si può suonare aumentando molto l'espressività musicale. In dotazione alla Roli c'è uno strumento virtuale con un motore di sintesi molto sofisticato.

A sinistra dell'Osmose c'è il synth UB-Xa D di Behringer, un clone dell'Oberheim OB-X, uno dei synth più leggendari degli anni '80. All'epoca l'originale aveva un prezzo molto alto ed era difficile da procurarsi, soprattutto per chi non è un professionista come me. Oggi, grazie a Behringer, è possibile ricreare quel suono analogico con cifre decisamente più abbordabili.

Sopra all'UB-Xa ci sono altri tre synth molto interessanti: un semimodulare Behringer Grind, il Plinky+ di MMALEX e il PRO VS Mini di Behringer. Quest'ultimo è un clone compatto del Prophet VS, il synth Sequential della metà degli anni '80 che ha reso celebre la sintesi vettoriale: un joystick permette di miscelare in tempo reale fino a quattro forme d'onda, ottenendo timbri che si muovono nello spazio del suono invece di restare statici. Sono macchine particolari, che meritano qualche spiegazione in più — presto aggiungerò dei video per farvi ascoltare cosa sono in grado di fare.

Master keyboard Korg Kronos, 88 tasti
Computer Tower Intel i9, 128 GB RAM
Archiviazione SSD 2 TB sistema, SSD 2 TB progetti, 2×HD 8 TB, HD 4 TB campioni
Scheda video NVIDIA RTX 3060, 12 GB VRAM
Schermi 3 monitor
Controller 2× Elgato Stream Deck, controller MIDI Behringer
Seconda area dello studio: il mixer digitale Allen & Heath Qu-32 e la Roland Fantom-08

Lo studio — seconda area

Il mixer e la Roland Fantom-08

Al centro di quest'area c'è il mixer digitale Allen & Heath Qu-32. Lo uso per gestire gli strumenti hardware — sommo i synth, creo i sottogruppi e mando tutto al computer — ma è anche la scheda audio principale dello studio: gestisce fino a 32 canali audio da e verso la DAW, quindi le tracce arrivano già separate senza bisogno di un'altra interfaccia. Ha 32 ingressi mono più tre coppie stereo, fader motorizzati, preamplificatori digitali e una libreria di effetti interna — riverberi, delay, compressori — derivata dai mixer della serie iLive. Registra in multitraccia anche su chiave USB e lo controllo da tablet con l'app dedicata, comodo quando sono dall'altra parte della stanza a suonare.

Sotto al mixer c'è la Roland Fantom-08, la workstation con tastiera pesata a 88 tasti. La uso prevalentemente quando suono dal vivo. Il Kronos, che in studio è la mia tastiera principale, dal vivo non lo porto: pesa 25 chili e non ho più l'età per girare con strumenti così pesanti. La Fantom-08 pesa circa dieci chili in meno ed è una valida alternativa sul palco. Il motore principale è lo ZEN-Core, affiancato dai suoni SuperNATURAL e da un pianoforte acustico derivato dal V-Piano; si possono aggiungere i Model Expansion di Roland Cloud, cioè le emulazioni di JUPITER-8, JUNO-106, SH-101 e altri classici. Ha un sequencer a 16 tracce con lavorazione a pattern, 16 pad e controlli assegnabili.

Terza area dello studio: rack con Behringer K-2, Pro-800, Proton e 2-XM

Lo studio — terza area

Il sistema modulare e semimodulare

Questa è la terza area dello studio, quella dei synth modulari e semimodulari. In questo rack ce ne sono quattro:

Behringer K-2

Clone del Korg MS-20, il semimodulare del 1978 diventato un classico per il filtro aggressivo — capace di autooscillare — e per la patch bay, che permette di ricablare a piacere i percorsi del segnale.

Behringer Pro-800

Polifonico analogico a 8 voci ispirato al Sequential Prophet-600: due oscillatori per voce, poly-mod, filtro e inviluppi analogici, con i suoni richiamabili dal tastierino numerico.

Behringer Proton

Semimodulare compatto pensato per l'esplorazione sonora: oscillatori, filtro, inviluppi e LFO, tutti collegabili tra loro tramite la matrice di patch integrata.

Behringer 2-XM

Clone a due voci dell'Oberheim SEM, il modulo di sintesi degli anni '70 famoso per il filtro multimodo e per il timbro spaziale che si ottiene usando due unità insieme, come nel leggendario Oberheim Two Voice.

Il sistema Eurorack: fila di moduli Behringer per sequencing, inviluppi e generazione del suono
Il sistema Eurorack: moduli Mutable Instruments (Braids, Rings, Clouds), Make Noise Maths e serie Doepfer A-100

Lo studio — terza area

Il sistema Eurorack

Le due foto qui sopra mostrano il sistema Eurorack, la parte dello studio in continua crescita: filtri, generatori di inviluppo, sequencer e moduli di elaborazione del suono, soprattutto Behringer — cloni in formato Eurorack di classici della sintesi modulare vintage — insieme a diversi pezzi Doepfer e Mutable Instruments.

Tra i moduli più riconoscibili ci sono il Braids di Mutable Instruments, un oscillatore macro capace di decine di algoritmi di sintesi diversi, il Maths di Make Noise — un generatore di funzioni e inviluppi tra i più usati in assoluto nell'Eurorack — e Rings e Clouds, sempre di Mutable Instruments, dedicati rispettivamente alla risonanza fisica e alla granulazione del suono. Il resto è soprattutto serie Doepfer A-100: filtri, LFO, VCA e mixer.